Torna a Piscosintesi
 
 
Roberto Marco Grego, è il vero cognome di Assagioli, ebreo, nasce a Venezia il 27 febbraio 1888. Perde precocemente il padre e la madre si risposa con il dott. Alessandro Emanuele Todesco Assagioli, il medico che cura Roberto bambino in un periodo di malattia durante un ricovero ospedaliero e che successivamente lo adotta.
La vita di Assagioli fin da piccolo fu impregnata di cure amorevoli e di conoscenza. Gli interessi di Assagioli spaziano tra l’Occidente e l’Oriente con l’intento di unire tutto quello che può essere unito e utilizzare tutto quello che può condurre ad una sintesi. Assagioli sin dall’inizio della sua ricerca sostiene che il principio che dovrebbe animare il corso della vita di ogni persona è quello dell’evoluzione interiore, in modo da conquistare sempre più alti livelli di coscienza.


Medico, psichiatra, psicoterapeuta si laurea nel 1910 in Medicina con una tesi sulla psicoanalisi specializzandosi poi in neurologia e psichiatria, prosegue gli studi di psicologia e filosofia comprendenti le idee spirituali dell’Oriente e le pratiche della Meditazione.
 
Inizialmente esercita nel campo analitico e viene considerato da Freud e Jung il rappresentante della psicoanalisi in Italia, ma poi scoprendo che la psicoanalisi dava un’immagine incompleta dell’uomo,  ritenne più importante rivolgere maggiore attenzione agli aspetti superiori dell’inconscio ed al sé superiore, il sé transpersonale e non trovando ciò che cercava nella psicoterapia del suo tempo, sviluppò una tecnica completamente nuova che chiamò Psicosintesi. Definì la Psicosintesi come evolutiva, globale e inclusiva, non contraria alla psicoanalisi né alla modifica del comportamento, però insistette sul fatto che l’importanza di comprendere il vero significato dei valori più alti di una vita spirituale è pari a quella di comprendere le esigenze biologiche o sociali dell’individuo.

Sviluppa il concetto di VOLONTA’ come funzione dell’Io o Sé, percepita come movimento e desiderio, in grado di incanalare le oscillazioni della mente ordinaria e condurre la coscienza a sperimentare stati di elevazione più sottile.

“La differenza è che in questi stati di coscienza cosmica non si perde il senso della propria identità ma al contrario si sente di vivere con la e nella Vita Universale ad un grado più alto, di essere la stessa Vita Universale”.

Anche se favorevolmente colpito dalla psicoanalisi si orienta verso il campo psicologico e psicopedagogico, dando importanza al tema dell’educazione.
Per Assagioli:

educare non significa riempire le menti con qualcosa ad esse estraneo, ma si traduce nell’attivare quel fuoco interiore presente in ogni uomo”.

Usando l’antico termine platonico “psicagogia” Assagioli evidenzia che cosa è per lui psicologia nel senso di educazione, ma non l’educazione di facoltà separate ma l’educazione come cultura integrale di tutta la psiche.
La psicagogia per Assagioli non è un metodo ma è un’arte l’”arte dell’educazione” e ciò che può contribuire a tutto questo è la psicologia, ma non la psicologia sperimentale e neppure la psicologia teorica, ma quella che si ricava dalla osservazione della vita, dalle opere d’arte, dalla pratica pedagogica, dal senso etico ed estetico. Il fine di Assagioli è

“incitare gli uomini a non accontentarsi di essere frammenti, abbozzi o aborti di uomini, ma essi stessi dovrebbero ricordarsi le alte possibilità latenti nelle loro anime ed il dovere che essi hanno di attuarle”.

Anche la sua visione di psicoterapia si discosta dall’etichetta patologica riservata ai malati, e la immette in una visione di cura educativa che, con le dovute modificazioni, può essere applicata anche a tutti coloro che si considerano sani o normali. In Assagioli emerge il desiderio di riconciliare lo studio scientifico con le istanze più spirituali intese nel significato di “Scienza e Coscienza”. La psiche come la presenta Assagioli non è una cosa rigida e indipendente che possa soltanto essere osservata e descritta, essa è al contrario meravigliosamente plastica e si presta ad essere modificata.
Sviluppando il proprio concetto teorico di psiche umana che chiamò Psicosintesi, Assagioli si allontanò dall’ortodossia freudiana e volse il suo interesse verso il fenomeno della sintesi, considerando i diversi approcci e le diverse idee non come idee alternative complete, ma come aspetti di verità potenzialmente integrabili con le varie realtà e i bisogni della persona.
Nel 1926 Assagioli fondò a Roma il primo Istituto di Cultura e di Terapia Psichica che in seguito chiamò Istituto di Psicosintesi e nel 1946 fondò a Firenze l’Istituto di Psicosintesi ancor ora presente, presso il quale si adoprò per insegnare e praticare la Psicosintesi, creando collaboratori fino alla sua morte,  che avvenne all’alba del giorno 23 agosto 1974 presso la sua residenza estiva a Capolona d’Arezzo.
 
   
Torino: via G. Rossini 6/e - via G. Verdi, 21 tel 011882368 -- Piea d'Asti: Cascina Vacarito tel 0141.901942 -- cell. 3339061240 - info@mirellaballa.it   | Credits
Istituto di Psicosintesi Roberto Assagioli Corsi di Yoga Torino e a Piea d'Asti (AT) - P.I 97565220015